Donne e violenza
E' veramente tremenda la successione di notizie che ci comunicano la continua ed interminabile violenza sulle donne, dallo stupro all'omicidio.
Alcuni "maschi", cosiddetti "uomini", sono delle vere e proprie belve in preda a veri e propri infimi e abietti istinti, animali meritevoli di essere rinchiusi, per anni e anni, in una prigione per essere rieducati ad un'esistenza, nel rispetto dell'altro e di chi è più "debole" come in questo caso le donne.
Da parte delle destre politiche e culturali si punta il dito, strumentalmente ed elettoralmente, contro le culture degli immigrati ed in particolare quelle mussulmane, che indubbiamente hanno delle colpe enormi per le grandi distorsioni che hanno operato nei confronti delle religioni, piegandole ai propri egoismi, alla propria volontà di potere nei confronti dei deboli, delle donne, del diverso, dell'infedele, ecc..
Purtroppo, distorsioni simili erano presenti e lo sono tristemente ancora, anche nel nostro Paese.
Solo per fare un esempio, sino agli anni '60 esisteva il "delitto d'onore", cioè l'uccisione di una moglie adultera, o dell'amante di questa o di entrambi.
Un reato che prevedeva pene molto edulcorate, rispetto all'omicidio per diverso movente. Quella norma era figlia di una cultura che poneva al centro la superiorità del "maschio italico" (codice Rocco) e di conseguenza l'inferiorità della donna. In questa logica, l'art. 578 del Codice Penale di allora, riconosceva che l'offesa all'onore, consentiva che l'omicidio del coniuge, della figlia o della sorella (non del figlio o del fratello...) venisse condannato con pene minori, in quanto non causava riprovazione sociale.
Molti non lo ricordano, ma solo nel 1981 fu annullato il matrimonio riparatore, grazie al quale uno stupratore per estinguere il reato ed evitare la pena, sposava la vittima e magari continuava a stuprarla da moglie.
Credo sia indubbio che anche nel cattolicesimo le distorsioni in materia di donne - operate da certo clero e certi laici, legati a certa Tradizione - sono lapalissiane e che esse provengono da una deformazione del messaggio delle Sacre Scritture e da un suo stravolgimento, funzionale alle culture maschiliste e dominatrici che un tempo erano fortissime nella Chiesa e nella società, e che certamente anche oggi sono presenti, paradossalmente, ma non tanto.
Queste distorsioni culturali e religiose non si risolvono con l'iniettare odio tra chi è debole culturalmente ed economicamente per creare le condizioni di guerre tra poveri, che favoriscono solo chi sta bene ed è satollo.
Il nemico non è il nostro prossimo che - come noi, al di là del colore della pelle e dell'etnia - nasce libero ed eguale in dignità e diritti, anche culturali e religiosi (Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo).
Nel Medioevo i musulmani erano gli infedeli per i cristiani, le donne erano considerate "esseri inferiori", per natura e per legge, dalla società e creature inferiori dalla Chiesa.
Solo le lotte, il sangue di tante donne e di tanti uomini, il progresso e la parte delle società culturalmente e/o eticamente avanzate - nello scorrere dei secoli - spezzarono le catene che tenevano prigioniere gli "esseri inferiori".
Si arrivò così al diritto di voto ed ai diritti conquistati negli ultimi decenni, a partire dagli anni '60, come il diritto al lavoro, alla sessualità, a tutti i diritti che per secoli furono ad esclusiva prerogativa dei "maschi".
Processi di questo genere sono auspicabili anche in quelle parti del mondo che ci considerano infedeli o che continuiamo a sfruttare "rapinando foreste, beni del sottosuolo come diamanti, petrolio, uranio, ecc. o vendono armi e alimentano guerre tribali che, senza dubbio, favoriscono la parte opulenta della nostra umanità.
Purtroppo l'ignoranza, la violenza, l'omicidio, la cultura di morte - a differenza di quanto leggiamo su certi giornali (?), sui social o ascoltiamo e vediamo in certe radio e TV - non ha un colore della pelle particolare o una nazionalità determinata.
Sono belve i minorenni marocchini che, col maggiorenne congolese, a Rimini hanno stuprato una turista polacca e una trans peruviana (non italiana, non "ariana"....), così come lo è il ragazzo che oggi ha confessato l'omicidio della fidanzata scomparsa a Lecce, o chi ha compiuto, sia esso italiano o straniero, i tanti femminicidi che da anni costellano drammaticamente le cronache dei mass media.
A questo abominevole elenco di fatti conosciuti, si aggiungono tutti gli stupri e le violenze fatte in famiglie - che sono la stragrande maggioranza e che restano confinate tra le mure domestiche e costellate da urla silenziose e "fratture" del corpo e della mente, fino alla schiavitù.
Stupri e violenze inflitte da bestie che hanno dimenticato la loro umanità ed hanno fatto assurgere il proprio Ego, "sporco" e malato, a dominatore incontrastato di mogli e figlie; mostri vigliacchi che scaricano i propri bassi e orribili istinti e tutta la loro brutalità, su donne, ragazze e bambine fisicamente più deboli e psicologicamente annientate dai maltrattamenti ricevuti.
Temo molto una regressione culturale che comincia a manifestarsi non solo sui social, ma anche, nei rapporti umani sopratutto nelle grandi città, nel posto di lavoro, sui mezzi di comunicazione tradizionali.
Regressione che si manifesta col ritorno nostalgico a totalitarismi che insanguinarono il mondo con milioni di morti; con culture consumistiche ed individualiste che non contemplano, neanche lontanamente, la parola solidarietà; con sotto-culture che vedono l'altro come un nemico da distruggere, non come un avversario e men che meno un alleato; con razzismi che per qualche voto e sfruttando le paure e le fragilità combattono al fine di eliminarlo, il diverso, sia esso gay, trans, negro, lesbica, musulmano, zingaro, ebreo, diversamente abile, ecc..
Bisogna cominciare a distinguere - con responsabilità e correttezza intellettuale - gli onesti dai disonesti; i musulmani che vogliono vivere pacificamente la loro fede, dai terroristi della Jihad; il violentatore, l'omicida o il ladro straniero, dal marocchino che si tuffa in mare e salva una famiglia di 3 persone; il rom che ruba in appartamento, dalla ragazza ingegnere elettrotecnico di etnia rom e potrei continuare all'infinito.
"Io sono nella sola misura in cui sono responsabile dell'altro" (Emmanuel Lévinas)
Commenti (1)
Parole sante come avrebbe detto il mio babbo. Ma come sempre dopo le parole se non seguono i fatti esse rimangono tali.\r\nPerché? I soldi. Appunto prima di tutto dietro vi è una marea di soldi difficile da fermare. Soldi x chi le ingaggia e spesso anche x chi lo sceglie senza costrizioni. Auguri sarò con voi anche se forse non vedrò i risultati.
Settembre 20, 2017 08:11